Centro Mater Divinae Gratiae

Liturgia della Domenica

VII Domenica del Tempo Ordinario (C)

1Sam 26,2.7-9.12-13.22-23   Sal 102   1Cor 15,45-49   Lc 6,27-38

foto

Spunti di riflessione

 

Amerai i tuoi nemici. Amerai, tu per primo, non per rispondere ad un amore, ma per anticiparlo. Amerai senza aspettarti null'altro che l'amore stesso. Amerai perfino l'inamabile. Come fa Dio.

Nell'equilibrio del dare e dell'avere, nell'illusorio pareggio contabile dell'amore, Gesù introduce il disequilibrio: «Date; magnificamente, dissennatamente date; pregate, porgete, benedite, prestate, fate, per primi, in perdita, ad amici e nemici».

«È impossibile amare i nemici», assicura il padre della moderna psicologia, Freud. A questa sapienza della terra, il discepolo ribatte: È impossibile, quindi lo farò. Perché nulla è impossibile presso Dio (Lc 1,37). Se tutti amassero i loro nemici, non ci sarebbero più nemici. Se tutti porgessero l'altra guancia non ci sarebbero più guance da colpire.

«Porgi l'altra guancia»: abbassa le difese, sii disarmato, non incutere paura, mostra che non hai nulla da difendere neppure te stesso, e l'altro capirà l'assurdo di esserti nemico. «Porgi l'altra guancia». Non la passività morbosa di chi non sa reagire, ma una precisa iniziativa: non chiudere, riallaccia la relazione, fa' tu per primo un primo passo, perdonando, ricominciando, amando senza aspettare d'essere riamato. Amore fattivo, quello di Gesù, amore di mani, di tuniche, di prestiti, di verbi concreti. Amore non c'è senza un «fare».

«All'inizio, Dio disse a Caino: Cosa hai fatto di tuo fratello Abele? Nell'ultimo giorno, dirà ad Abele: Cosa hai fatto di tuo fratello Caino?» (Berdiaev). Abele risorgerà non per la vendetta, ma per custodire Caino. La terra sarà nuova quando le vittime si prenderanno cura dei carnefici. Fino a cambiarne il cuore. L'amore è «ricreatore». Quando Abele si farà prossimo al suo uccisore, allora il Regno di Dio sarà davvero prossimo ad ogni cuore d'uomo.

Gesù non convoca eroi nel suo regno, non uomini di fuoco e roccia, ma ogni uomo vero. Infatti: «ciò che volete per voi, fatelo voi agli altri». Prodigiosa semplificazione della legge: io imparerò ciò che devo fare ascoltando il mio desiderio. E ciò che desidero per me è questo: voglio essere amato, e che qualcuno mi benedica, e che si preghi per me; voglio che mi sia reso bene per male e poter contare sul mantello di un amico; voglio che si abbia fiducia in me e mi si perdoni ancora; che mi si incoraggi, si abbia in stima ciò che ho di buono e come cosa di poco conto ciò che ho di cattivo. Questo voglio per me, questo cercherò di dare agli altri. Sarà il cammino della mia perfezione. Legge che allarga il cuore, verità dell'uomo e verità di Dio.

 

Commento a cura di p. Ermes Ronchi


Indietro

Continuando a visitare questo sito, accetti l'utilizzo di cookies, per migliorare la tua esperienza di navigazione.
Accetto
Informazioni sui cookies